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Il_Cacciatore_Monocolo
I en hall med flesk og mjød
 
 
 
 
           
       

"Coloro che odiano intensamente, devono aver prima amato sinceramente.

Coloro che vogliono negare il mondo, devono aver prima accettato ciò che ora vogliono dare alle fiamme."

Kurt Tucholski, "Dada"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il potere è la capacità di definire i fenomeni e farli reagire di conseguenza”

Huey Newton

 

 "Uccidi un uomo e sarai un assassino.

Uccidine milioni e sarai un conquistatore.

Uccidili tutti e sarai un dio."

(Edmond Rostand)

 

 

 

 

 

 

 

"La saggezza arriva troppo tardi... quando la gioventù è finita, la tempesta è passata e le ragazze sono andate tutte a casa"

Charles Bukowski

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo blog supporta/apprezza/ama le seguenti cose:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...e soprattutto

 

 

 

It's only rock'n'roll... but I like it!


Questo blog inoltre preserva antichi culti come membro della Lega Metallica, i cui adepti sono:





























...oltre al sottoscritto:

 
5 febbraio 2006

Ipse dixit

“Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri”

 

(Freccia)

 




permalink | inviato da il 5/2/2006 alle 21:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa

5 gennaio 2006

Post australe

Ave a tutti.
Ringrazio tutti quelli che sono passati da me in questi ultimi tempi, sia per gli auguri che per un saluto. Vi abbraccio tutti. Se non ho risposto e' perché' mi trovo (anche se per poco ormai) dall'altra parte del mondo. Spero di raccontarvi qualcosa presto. Non e' stata una vacamza vera e propria... ma cercate di capirmi... un Cacciatore Monocolo che si rispetti non puo' stare troppo tempo senza la sua Frigga!
Spero di tornare presto su questo blog. E anche sui vostri... non mi dimentico di voi. E voi sapete chi siete!
Il mio piu' tonante peace and booze a tutti voi.
Hail!
Il Cacciatore Monocolo from Santiago.




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12 dicembre 2005

Dedicated to P(iccolo). Di Canio

"All you fascists are bound to fail"
(MCR)




permalink | inviato da il 12/12/2005 alle 23:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

5 dicembre 2005

I've hurt myself today to see if I still feel



“Che cosa sono diventato

Mio carissimo amico?

Chiunque io conosca se ne va via, alla fine

Potresti averlo tutto

Il mio impero di immondizia

Io ti abbandonerò

Io ti farò del male,”

 

Nine Inch Nails




permalink | inviato da il 5/12/2005 alle 20:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

26 settembre 2005

Domani, 27 settembre

Era il 27 di settembre del 1986… esattamente 19 anni fa domani. Ma lo ricordo come se fosse ieri. Ricordo una sera, tornato a casa dagli allenamenti di atletica, una sera che come sempre significava alle ore 20 sintonizzare la radio su Radio Peter Flowers (poi defunta) per seguire una beata ora di “Linea Rock”. Ricordo la voce di Marco Garavelli, l’album della settimana, il giorno delle richieste… il tutto era un meraviglioso viaggio nella musica che non potevi ascoltare altrove. Ricordo soprattutto la serenità che mi dava quell’oretta… mi immergevo in un mondo fatto di note, di riff, di galoppate infernali… di passione. Era il momento-tutto-mio della giornata. Ascoltavo le novità, scoprivo nuovi gioielli con l’entusiasmo di un bambino e la voracità di un piranha.

Era la mia oasi felice. Fino a quel giorno.

Il 27 settembre di 19 anni fa, appunto. Il buon Garavelli interrompe un pezzo nel bel mezzo. Non è suo solito. Che succede?

E lui inizia a parlare, con un tono di voce strano. Dice che è arrivata una notizia. E’ ancora non confermata, ma pare che in Danimarca ci sia stato un incidente al pullman che trasporta in giro per il tour europeo i Metallica. E pare che Cliff Burton sia volato fuori da un finestrino aperto. E… pare certo, pare, ma è un 90%…

Cliff è morto.

La musica riparte. Non capisco, o meglio, non sono sicuro di avere capito. Sono stanco e non ho capito un cazzo. E poi sarà la solita voce di corridoio. Ma tu guarda certi stronzi che gusto idiota ci provano a mettere in giro certe vaccate.

Poi ritorna la voce. E ha ricevuto la conferma. Cliff Burton è morto.

In quel momento partono le note di “Orion”. In quel momento un ragazzetto davanti ad una radio si scopre delle lacrime agli occhi.

Forse a qualcuno questo sembrerà stupido. Come si fa a piangere per uno che non hai mai conosciuto?

Qui sta l’errore. Cliff non conosceva me, ma io conoscevo lui.

Come ogni musicista. La sua musica parla per lui. C’è la sua anima. E io ho una confidenza con lui che non ho con quasi nessuno che conosca. E’ un rapporto che salta tutte le falsità, le ipocrisie e le convenzioni sociali.

E un rapporto non mediato tra anime.

Ogni musicista che ha dato tanto alla mia anima è parte di me. E la sua dipartita è un dolore.

In questo non c’è vergogna. C’è amore.

Allora questa sera fatemi compagnia per soli 5 minuti. Mettetevi ad ascoltare “Orion”. Non tanto con le orecchie quanto col cuore. Sentitela scorrere mentre galassie collassano e nebulose appaiono.

Lasciate che quel basso avvolga ancora, dopo aver graffiato, Mentre le chitarre si uniscono in un morbido amplesso.

Per ricordare quel curioso post-hippy finito nei tempi sbagliati. Per ricordare come mordeva e pure accarezzava quel basso.

R.I.P. brother.






permalink | inviato da il 26/9/2005 alle 20:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa

18 settembre 2005

Ave



Avrei voluto scrivere con ben altro stato d'animo... ma non mancherò in una cosa molto importante.
Devo fare gli auguri a delle persone.
Auguri al gran divoratore di film.
Auguri al co-portatore dell'Anello.
Auguri al lettore vorace.
Auguri al compagno fedele di tanti concerti.
Auguri al Compagno di Sbronze.
Auguri al collega di innumerevoli salamelle.
Auguri a colui con il quale abbiamo sognato che Mark Lanegan e i Sophia ci portassero via.
Ma soprattutto...
Auguri all'Amico. Quello vero.

Se volete condividere con me tutto questo andate nel link a fare gli auguri all'unico e insostituibile Bandito Senza Tempo.

Prost!




permalink | inviato da il 18/9/2005 alle 14:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

18 settembre 2005

Il buio ai margini della città

C'è un tizio che sta male.
Nessuno lo vede. Il tizio ride sempre. Forse è mascherato, forse è solo idiota, forse le due insieme.
Ma lui non controlla più la sua vita. E non controlla più il suo corpo.
E tutto nelle sue mani diventa pulviscolo.
Non c'è attimo di gioia che non gli venga tramutato in dolore.
Ora il tizio ha salutato bonariamente delle persone. Ma non va a casa. Si distende sul selciato fradicio di pioggia, la guancia sull'asfalto.
Vuole sentirlo in bocca, l'asfalto. Chiedersi se fa più schifo di quello che ha dentro. Di quello che è dentro.
Vuole che la pioggia lo dissolva... diventare liquido, scivolare ai bordi della strada ed essere risucchiato in un tombino.
Non sentire più il suo corpo maledetto traditore. Non sentire più l'anima che urla di notte.
Nulla.
Se lo doveste incontrare uccidetelo.
Fatelo per lui.

Twilight twilight nihil nihil




permalink | inviato da il 18/9/2005 alle 4:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 settembre 2005

Nevrast

Non so cosa succederà ora. E il peggio deve ancora arrivare.
Ma ho lasciato troppa muffa su questo blog.
Un grazie sincero a quelli che mi hanno cercato in questo periodo di latitanza. Di cuore, uno ad uno. Voi sapete chi siete.
Non credevo che ci fosse così tanta gente che sentisse la mancanza del Barbuto Signore dall'Occhio Solo.
Spero di essere più presente. E spero perdonerete se la tristezza morderà.
Vi dedico una canzone... la meravigliosa rendition di un'altrettanto meraviglioso pezzo di Tim Buckley... "Song to the siren", resa in maniera eccezionale da Robert Plant nel suo stupendo "Dreamland".
Spero apprezziate il gesto. E spero davvero che qualcuno di voi se la ascolti.
E' il mio modo per salutarvi tutti e augurarvi pace nel cuore.
Beh... se proprio insistete... ok, c'è anche il brindisi! Io mi sorseggio dell'ottimo Mirto portatomi dalla Sardegna, dopo aver finito la grappa all'uva che qualche beone di mia conoscenza mi ha portato dalla Romania.
Alla salute. In faccia al mostro. Fino alla Fine.
Into the void we travel.




permalink | inviato da il 17/9/2005 alle 2:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

12 luglio 2005

Bucket of blood

Sarò breve. E' un mese che manco dal blog. E non so quanta frequenza avrò da oggi in poi.
Perchè? Perchè la malasorte ha deciso di strizzarmi le palle in questo periodo.
E' un periodo di merda... ma di quella scura da pesante malattia intestinale.
Ringrazio davvero tutti quelli che mi hanno cercato durante la mia assenza. Non è retorica dire che la cosa mi ha fatto piacere.
E ringrazio anche gli amici che hanno la sensibilità per capire anche quando non ci si sente. In questo il 
Bandito Senza Tempo è e resta sempre il Migliore.
Spero non vi dimentichiate di me. Perchè sarò di ritorno. Ma il momento necessita tutto il mio livore.
Auguratemi buona sorte. Ho il Ragnarøk di fronte a me.
Vittoria o morte.

P.S.: niente commenti umoristici, grazie. Piuttosto concedetemi l'Onore del Silenzio.




permalink | inviato da il 12/7/2005 alle 21:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

13 giugno 2005

Standing on the shoulders of giants



Sabato 11 giugno 2005 è un gran giorno.
Finalmente riesco a vederli. Una delle migliori band degli ultimi 25 anni.
Ma andiamo con ordine.
Si parte nella mattinata da Milano, destinazione Imola, Heineken Jammin’ Festival. Il viaggio scorre tranquillo e piacevole, nell’autogrill prima di Bologna io e Frigga ci divertiamo a guardare le facce presenti e ad indovinare se vanno all’Heineken o al Gods Of Metal… ci prendiamo con discreta approssimazione!

All’arrivo ricevo le prime notizie dal fronte bolognese… lui mi comunica che sta mangiando come un porcello e che si prepara a fare quello che un Italiano può fare per onorare un festival le cui teste di serie sono gli Iron Maiden… giocare a pallone! Noi ci accontentiamo dei tramezzini (io) e del riso all’avocado (Frigga). Bah…
Ma entriamo nel dettaglio dei gigs:

I Am Kloot: per farvi capire dirò solo questo… Frigga ne è diventata fan non per la musica, ma per una commossa forma di tenerezza! Vedere questi ragazzi di Manchester con le facce tristi suonare musica triste in un pomeriggio di sole italiano mentre nessuno o quasi se li caga  farebbe tenerezza a chiunque! Fuor di metafora, loro non sono male, ma sono decisamente nel contesto sbagliato, e non per colpa loro. Meritano un’attenzione diversa.

Garbage: a livello di band non sono proprio il massimo. Da sufficienza stiracchiata, direi: un po’ squadrati e non molto incisivi. Ma quello che alza il livello del tutto è lei. Shirley Manson. Ha una bella presenza e canta bene, riesce a focalizzare l’attenzione su di sé. Personalità e groove. E sex appeal. Ribattezzarli “Shirley Manson & Garbage” sarebbe ormai più appropriato. E alla fine il tutto lei te lo rende gradevole, anche le commercialissime presenze dall’ultimo “Bleed like me”.

Green Day: qui è necessaria una premessa: chi scrive ha sempre odiato i Green Day, autori di alcuni dei dischi più merdosi degli ultimi anni, in primis quella specie di Bimbomix che risponde al nome di “Dookie”. Ma al contempo chi scrive ha apprezzato l’ultimo “American idiot” come tentativo di staccarsi da quel tono melodico infantile che li aveva contraddistinti. E’ palese che c’è un bordello solo per loro… e loro rispondono con un concerto lunghissimo (più di due ore senza essere il main act) e anche divertente, almeno nella prima parte, dove propongono il concept dell’ultimo album. Tra coglionate e insulti a Bush purtroppo si arriva ai pezzi vecchi, e lì i bimbi pogano che è una bellezza. Non nego che sia stato divertente… ma adesso fuori dai coglioni! La scuola materna è finita, ora è tempo per gli adulti, ora è tempo per i…

R.E.M.: cerco di essere serio, ma non posso negare l’emozione. Era tantissimo che aspettavo questo momento. Mi chiedevo con cosa avrebbero attaccato… la risposta è una grandiosa “I took your name”, seguita a ruota da “What’s the frequency, Kenneth”, e “So fast, so numb”. Un inizio imperiale. E via così… Michael Stipe è apparentemente distaccato, ma in realtà ha un carisma silenzioso ma enorme. E canta splendidamente. Te ne puoi accorgere soprattutto quando senti i brividi in “Everybody hurts”… quando gli applausi partono nel bel mezzo della canzone. I favolosi ragazzi di Athens regalano gioia straripante in “Bad day”, sangue in “The one I love”, un’intensità viscerale nella meravigliosa esecuzione di “Drive”. C’è tutta l’essenza della loro musica, semplice e ricca allo stesso tempo. C’è quella presa micidiale e inimitabile. C’è spazio per il dramma (“Orange crush”), per riflettere (“I wanted to be wrong”), per alzare voci e sorrisi al cielo (la suddetta “Bad day, ma anche, che so, “Get up”). Mi spingono ad intonare gaudiosamente “Electron blue”, mio regalino della serata. Peccato solo per l’assenza dei primi 4 album… io volevo tanto almeno “Driver 8”, ma mi rendo conto di essere pretenzioso. Perché ho avuto tantissimo.
Dei grandi.

Questo è quanto. Una postilla… questo post non è come vorrei. Non mi esprimo come mi piacerebbe, e un po’ è perché ho voluto lasciare spazio al ragazzino, un po’ perché non e periodo in cui io riesca a scrivere decentemente. Ma la testimonianza andava lasciata. I quattro della Georgia (per me Bill Berry è ancora lì!) se lo meritano. Grandi.

Con buona pace di quei poveracci che si accontentano di Vasco Rossi…




permalink | inviato da il 13/6/2005 alle 23:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa


 

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